MARE D’INVERNO

Merda secca!

La terrificante Personaggia che mi rese marito (padre, fratello, dottore, psichiatra, neuro-psichiatra, psicologo clinico, psicolabile e, soprattutto, maggiordomo) ha deciso che oggi, 20 Ottobre, è una splendida giornata di sole.

Ergo..., bisogna andare al mare a rinverdire (nel mio caso si tratta proprio di rinverdire, perché sono color verde-fungo dal mal di fegato) la costosissima abbronzatura estiva.

In effetti il sole picchia della Madonna, anche se la temperatura esterna è poco meno di 10° centigradi.

Rinvio tutti gli appuntamenti di lavoro e accompagno la delicata Draghessa nello stabilimento balneare più grande (e caro...) d’Europa, cui siamo abbonati annualmente (tre piscine, tre ristoranti, cinque boutiques, giochi, frizzi, lazzi e pinzellacchere varie), ben sapendo che d’inverno tutto l’ambaradan cessa di funzionare e andrà già bene se potrò farmi fare un caffè da una delle "bagnine volanti" (cosiddette perché i clienti incazzati le fanno materialmente "volare" in mare).

La Strega mi costringe a spogliarmi ed a caricarmi di due mostruose sdraio da spiaggia in bachelite e ferro battuto , residui dei primi anni ‘50, dal peso complessivo di kg.300.

Arrivo sulla spiaggia, seguendo le tracce perché non vedo un tubo, con i piedi sanguinanti e la schiena a pezzi, ma vengo subito obbligato a quello che l’orrenda Entità chiama "un rinfrescante bagnetto ristoratore".

L’acqua, devo dire limpidissima e trasparente, ha una temperatura prossima al punto di congelamento (per questo è limpidissima: nulla vi può sopravvivere) e mi rendo subito conto della sparizione dei miei organi genitali , astutamente rientrati all’interno del mio corpo.

Mentre la Strega sguazza allegra come uno squalo tigre nelle pozze circostanti, io cerco faticosamente di strisciare all’asciutto o, almeno, di ritornare dove si tocca.

La raffinata Belva osserva felice i miei tentativi e mi raggiunge con un :"Fai qualche flessione, Vecchia Belina! Non vedi che sei ridotto come un rottame di cent’anni? Mi fai quasi schifo!".

Ora, è vero che Lei si spara un’ora e mezza giornaliera di durissimo stretching, sliming, stepping, slurping, etc, etc., ma è anche vero che non combina un cazzo d’altro, mentre io mi faccio un culo pazzesco e non ho tempo ( né voglia, in tutta onestà) di curare il mio aspetto fisico.

Comunque cerco di rabbonirLa mimando qualche flessione sulle braccia.

Vengo subito soccorso da alcuni aitanti giovanotti che mi tirano su e mi sistemano sulla brandina, chiedendosi tra Loro: "Ma come mai uno con la Corea di Huntington in fase terminale lo lasciano girare libero per la spiaggia?".

A questo punto, pisello ridotto ad un bottone, braccia spezzate, schiena rotta, piedi maciullati ed un principio di congelamento periferico, non mi aspettavo altro che un sole del genere.

Il maledetto ha poltrito tutta l’estate, sempre tra nebbie e foschie, limitandosi a scaldare l’aria fino a 50/60° ed ad alzare l’umidità relativa sino al 100%.

Ora, libero da impegni di lavoro balneari, in un aria tersa e secca , prossima allo zero assoluto, può scatenare i suoi raggi selvaggiamente.

Mentre la Strega, unta e bisunta di costosissime cremine, si volta e si rivolta come una frittata, assumendo uno splendido colorito polinesiano, in due ore scarse io passo dalla tinta verde-fungo al color carbon coke, disseccandomi progressivamente.

Al ritorno nella nostra cabina vengo inondato da secchi d’acqua gelida lanciati dai dipendenti del ristorante che mi credono un pezzo di legno incandescente e vogliono salvare la Strega dall’incendio.

Torno a casa con 45° di febbre, un’insolazione galoppante e danni vari agli organi interni causati dai tentativi compiuti dal mio organismo di riparare alla devastazione vissuta.

I miei figli, l’Orso e l’Anaconda, sulle prime mi scambiano per un nuovo acquisto effettuato dalla madre Orca, poi mi riconoscono e , non trovando la cosa utile o interessante, mi abbandonano impietosamente alle mie sofferenze.

Ma la mia malefica Compagna è tutta contenta ed in fondo è questo che conta.

Ella ha passato una magnifica giornata!

Genova, ottobre 1998

MC/



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